AVVENTO DI FRATERNITA’

Come ogni anno la terza domenica  di Avvento rappresenta nell’itinerario verso il Natale la tappa speciale in cui tutte le comunità cristiane della nostra Arcidiocesi  (parrocchie, associazioni e movimenti, santuari, istituiti religiosi,etc. ) esprimono con un generoso gesto di carità la propria partecipazione alle speranze e alle attese di una particolare situazione di vita. Il percorso diocesano ci invita in questo tempo speciale ad “uscire dal Tempio per andare verso gli altri”. La carità rappresenta proprio “l’andare verso” di ogni credente dopo aver gustato nel Tempio, nella preghiera fraterna, quanto è buono il Signore. Di questa bontà diveniamo narratori autentici attraverso quella carità operosa che sgorga da un cuore rinnovato dall’incontro col Signore che ci manda dai nostri fratelli, specie verso coloro che vivono ai margini.

Invito tutte le realtà, specialmente le parrocchie, a sensibilizzare i fedeli già la domenica precedente perché quanto  raccolto possa essere realmente espressione di un percorso.

Accanto al sostegno del Dormitorio “don Vito Diana” di Bari e della Casa per Donne con figli “Maria di Nazareth” di Palese l’Arcivescovo, considerando la tragedia dei 268 profughi siriani, annegati l’11 ottobre a largo di Lampedusa, e l’impegno di Caritas italiana dispone che quanto raccolto DOMENICA 15 DICEMBRE in tutte le parrocchie dell’Arcidiocesi, specie durante le celebrazioni eucaristiche, sia devoluto per “Le famiglie del mondo per le famiglie della SIRIA”.

 

QUANTO RACCOLTO POTRA’ ESSERE INVIATO:

–       Personalmente presso l’Ufficio economato della Curia Arcivescovile;

–       Opp. tramite bonifico su conto corrente bancario intestato ad Arcidiocesi di Bari-Bitonto (IT25 A030 6704 0000 0000 0060 858 –BANCA CARIME  –   Causale: “Avvento di fraternità 2013”)

–       Opp. tramite versamento con bollettino postale sul conto corrente postale n. 11938701 intestato a Caritas diocesana –Causale: “Avvento di fraternità 2013”

 

 Di seguito sono riportate notizie specifiche sul progetto di Caritas Italiana. Invito i gruppi caritas parrocchiali a far conoscere questo progetto a tutta la comunità parrocchiale, coinvolgendo i più piccoli, i ragazzi, i giovani coi loro educatori e gli adulti. Un modo per vivere il locale senza dimenticare alcune periferie geografiche che chiedono un di più di attenzione oltre la commozione del momento.

 

Il progetto “Le famiglie del mondo per le famiglie della Siria” si declina in un progetto particolare di aiuto alimentare d’urgenza alle persone colpite dal conflitto in Siria nella regione di Homs

 

Partner locale: Caritas Siria

 

Responsabile locale: Mons. Antoine Audo, Arcivescovo di Aleppo-Siria e Presidente di Caritas Siria. Tel: 00963 214 441 660, e-mail: mgrantoineaudo@gmail.com

Località: Città di Homs, sobborghi e villaggi circostanti.

 

Durata del progetto: Settembre 2013 – Agosto 2014 (12 mesi).

Beneficiari: aiuti alimentari a 1.800 famiglie, circa 9.000 persone, colpite dalla guerra in Siria, residenti e sfollati nella regione di Homs.

 

 

  1. Contesto generale del progetto

 

Descrizione della situazione attuale

Dall’inizio dei combattimenti, marzo 2011, la situazione in Siria è deteriorata lasciando milioni di persone nel bisogno urgente di assistenza. La crisi si è intensificata e si è estesa alla maggior parte delle regioni del paese. I civili, che sono spesso coinvolti nel campo di battaglia, sono le principali vittime e soffrono per violazione dei diritti umani, accesso molto limitato all’aiuto alimentare, all’acqua, all’energia e alle cure sanitarie.

 

Secondo le cifre ufficiali presentate dall’ONU, il numero di morti in Siria ha raggiunto almeno 100.00 persone a settembre 2013, ma il numero reale è probabilmente più alto. In media, più di 5.000 persone sono state uccise ogni mese da luglio 2012. Coloro che sopravvivono devono affrontare non solo la paura ma altre difficoltà quali l’aumento dei prezzi e la mancanza di lavoro.

 

Le cifre ufficiali indicano che il numero di sfollati interni è passato da 1,2 milioni di persone a dicembre 2012, a 4,25 milioni di persone a settembre 2013 di cui 3,1 milioni di bambini. I rifugiati ufficialmente registrati nei paesi vicini (Giordania, Libano, Turchia e Iraq) raggiungono quota 2 milioni (UNHCR, comunicato stampa del 3 settembre 2013).  Da fonti locali questa cifra è ritenuta inferiore alla realtà. In totale circa 7 milioni di persone sono vittime delle violenze in corso in Siria. L’Alto Commissario per i Rifugiati (UNHCR) ha dichiarato che la situazione di insicurezza è andata sempre più peggiorando e che un esodo così intenso di persone che tentano di fuggire dalle zone di conflitto non si vedeva dal genocidio ruandese avvenuto quasi 20 anni fa.

 

Molti sfollati sono fuggiti dalle loro case e risiedono nelle scuole o in spazi pubblici. Secondo l’UNICEF, circa 470 scuole servono da riparo per gli sfollati, dall’estate 2012.

 

Le famiglie sfollate hanno vissuto esperienze terrificanti di paura e di violenza e questo le ha spinte a fuggire verso regioni più sicure; molte piangono la perdita violenta di uno o più membri della propria famiglia. Vi è dunque anche un’emergenza psico-sociale oltre alle difficoltà finanziarie e all’incertezza del futuro.

 

Molti bambini hanno abbandonato la scuola perché sono state chiuse o perché i genitori non li mandano per motivi di sicurezza. I rapimento sono aumentati e i bambini delle famiglie agiate sono particolarmente presi di mira.

 

La crisi siriana colpisce negativamente, a diversi livelli, la vita di tutti i siriani senza alcuna eccezione. Le conseguenze sono visibili in tutte le comunità religiose ed etniche. Sofferenza e paura sono diffuse in tutto il paese.

 

Situazione a Homs

La situazione è ancora instabile ed è difficile prevedere l’evoluzione della situazione. Le notizie date da Caritas Siria descrivono a Homs una situazione drammatica: circa 400.000 sfollati e  2.500/4.000 civili intrappolati dentro e attorno alla città.

 

La violenza ha toccato Homs dal 2012. Gli scontri avvenivano nella città e nelle periferie di Homs da maggio 2011 ma i combattimenti hanno assunto una nuova entità a partire da febbraio 2012, soprattutto nel quartiere (decentrato, nella periferia sud-est) di Bab Amr ciò che ha provocato degli scontri molto violenti e spostamenti della maggior parte dei suoi abitanti. Gli scontri, paralleli, a ovest e ad est del centro della città hanno di fatto tagliato fuori il quartiere cristiano dal resto della città. L’80% dei cristiani di questa zona sono stati costretti a lasciare la propria residenza. Alcuni hanno trovato rifugio nel centro sud (quartiere Alaouite) o sono fuggiti nelle campagne, in particolare nel nord-ovest nel Wadi Al Nassara o “Vallata dei Cristiani”, zona rimasta calma, a 50 km da Homs, al confine con il Libano.

 

A giugno i corrispondenti di Caritas Homs notavano che non avevano più accesso ai quartieri centrali della città, abbandonati dalla maggior parte dei suoi abitanti, notando anche che tutte le chiese erano state profondamente toccate. I quartieri cristiani non ospitavano più di 150 persone. Non restava che un prete, Padre Franz Van Der Lught, gesuita, residente nel monastero dei Padri Gesuiti a Boustan Al Diwan, con un gruppo di sfollati musulmani e cristiani.

 

Ad agosto i cristiani intorno a P. Franz non erano più di 70. I corrispondenti di Caritas a Homs notavano che mentre i bombardamenti continuavano quotidianamente nella città di Homs, la gente non aveva altre alternative che quella di restare in città, dopo aver saputo delle battaglie e degli attentati che avvenivano nel paese e che interessavano la maggior parte delle città siriane, in particolare le grandi città come Damasco e Aleppo.

 

Alla fine di dicembre 2012, anche se i combattimenti erano diminuiti di intensità, la città di Homs veniva riconquistata. Tuttavia il centro storico della città era ancora in stato di assedio e lo è stato per gran parte del 2013, come anche la regione di Qusair, a sud-ovest, da dove gli abitanti continuavano a fuggire. Con l’intensificarsi dei combattimenti intorno a Qusair, ad aprile e maggio 2013, c’è stato un nuovo afflusso di sfollati nelle regioni intorno a Homs.

 

Homs si trova lungo l’autostrada che collega Hama e Aleppo al nord e Damasco e Dar’a al sud. Pertanto, il controllo di quest’asse, e perciò della città, è cruciale per le due parti coinvolte nel conflitto. A marzo e aprile 2013 si sono alternate offensive e conto offensive per il controllo di questo quartiere.

Attualmente, i ribelli controllano la maggior parte di Homs mentre il distretto di Khalidiya e la città vecchia sono sotto quello delle forze governative. La città vecchia è in stato di assedio, circa 150 famiglie cristiane sono bloccate accanto a famiglie sfollate musulmane.

 

OCHA stima che ci sono 355.800 persone sfollate nell’intero governatorato.

 

Storia del progetto

La necessità di lanciare un appello d’urgenza da parte di Caritas Siria nasce dopo l’esplosione di violenza che ha toccato Homs a partire dal 2012.

 

Da gennaio 2012 la Caritas Siria ha distribuito aiuti alimentari agli sfollati nella regione di Homs. Benché l’obiettivo iniziale fosse di aiutare 500 famiglie, di fatto sono state aiutate 750 famiglie fino a febbraio 2013. E’ stato possibile aiutare, a giugno 2013, altre 400 famiglie di Homs che si erano spostate nella “Valle dei Cristiani”, a 50 Km da Homs, vicino al Libano.

 

A seguito di un Appello di Emergenza, la Caritas Siria ha potuto aiutare anche la popolazione di Homs, a febbraio 2013, realizzando un programma di aiuti non alimentari, distribuendo coperte, vestiti, stufe a 3.940 persone.

 

  1. 2.             Descrizione del progetto

 

Obiettivo generale

L’obiettivo generale del progetto è quello di alleviare le sofferenze e aiutare gli sfollati e le comunità locali colpite dal conflitto in Siria.

 

Obiettivi specifici

Contribuire ai bisogni fondamentali degli sfollati e delle comunità locali con la distribuzione di alimenti a Homs e nei villaggi vicini, con una particolare cura per la nutrizione dei bambini e delle persone ammalate.

 

La priorità del progetto è quindi il sostegno alimentare a 1.700 famiglie più la sistemazione di 100 famiglie senza alloggio. In totale 1.800 famiglie, circa 9.000 persone.

 

3 – Realizzazione del progetto

 

Budget del progetto

199.107 Euro, per una durata di 12 mesi.

 

Struttura di Caritas Siria a Homs

Caritas Siria mette attualmente in opera un programma nazionale e 8 programmi regionali in 6 regioni del paese: Damasco, Aleppo, Homs, Littoral, Jazire e Horan. Caritas Siria lavora con alcune congregazioni religiose e anche con delle organizzazioni musulmane, sciite e sunnite, per poter raggiungere più gente possibile.

Le comunità greco-cattoliche, siriache-cattoliche, maronite e latine vigilano alla messa in opera dei progetti attraverso la registrazione dei beneficiari e la verifica della distribuzione dei beni ai più vulnerabili.

Per il progetto qui presentato, la struttura si avvale di un coordinatore, 3 operatori sociali, un contabile, una segretaria e di una equipe di volontari formati per operare in questo contesto.

 

Il lavoro, sempre in coordinamento con le diverse comunità, sarà facilitato dagli assistenti sociali che, posti in tre quartieri diversi della città, assicureranno il collegamento sul terreno.

L’equipe regionale di Homs eseguirà il monitoraggio, il trattamento delle liste dei beneficiari, che prima erano di competenza delle parrocchie, e di codificare i dati in un database centralizzato.

 

Un ruolo cruciale nel lavoro sul terreno di Caritas Siria è assicurato dalla sua équipe di volontari. la Caritas assicurerà loro la formazione, essenziale per operare in questo contesto. Perciò, Caritas Siria in collaborazione con l’ufficio regionale di Caritas MONA e con il supporto di CRS, ha già organizzato una sessione di formazione di 3 giorni a Beirut a maggio 2013 alla quale hanno partecipato 17 operatori sul terreno di Damasco e del Littoal. La formazione consisteva in una sessione di introduzione su come valutare i bisogni sul terreno, identificare le pratiche migliori e dare una visione dei principi umanitari fondamentali. La gestione del ciclo del progetto, la gestione finanziaria delle ONG e dei principi umanitari come anche l’insegnamento sociale cattolico erano tra gli argomenti affrontati durante tutta la formazione. Una formazione simile verrà anche fatta, nel corso del ciclo annuale, all’equipe che opererà a Homs, considerando tuttavia le condizioni di spostamento e sicurezza.

 

Identificazione e selezione dei beneficiari

Il comitato attualmente in opera a Homs lavora con 3.000 famiglie. Tuttavia, con l’intensificarsi dei combattimenti in primavera intorno a Quseir e quelli attualmente in corso a Homs, c’è stato un afflusso di rifugiati a est della città. Il comitato delle Chiese di Homs ha registrato 1.300 famiglie i cui bisogni primari sono solo parzialmente soddisfatti. Caritas Siria si propone quindi di aiutare ogni mese 600 di queste famiglie, tra le più bisognose.

 

I beneficiari saranno selezionati dal personale di Caritas Siria che è sul terreno e dalle organizzazioni partner che vigileranno affinché i più vulnerabili siano raggiunti, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa.

 

Per selezionare le famiglie più vulnerabili vengono applicati i seguenti criteri:

  • Le famiglie con bambini che hanno un handicap fisico o mentale permanente;
  • Le famiglie monoparentali;
  • Le famiglie numerose;
  • Le famiglie che sono fuggite dalle proprie case per ragioni di sicurezza/sfollati interni;
  • Anziani soli.

 

Distribuzione dell’aiuto alimentare

600 famiglie saranno aiutate ogni mese, ma bisogna prevedere un turn-over mensile.

A Homs la situazione della sicurezza è estremamente fragile. Di conseguenza, non è sempre possibile avere accesso ai luoghi un mese dopo l’altro. Soprattutto, questa insicurezza porta molte famiglie a partire dal loro luogo di rifugio verso altri luoghi più sicuri, mentre altre ne arrivano dalle zone di combattimento.

Di conseguenza, si stima che per questo progetto ci dovrebbero essere tra il 15 e il 20% di famiglie nuove beneficiarie ogni mese, ossia un giro di circa 100 famiglie.

Il numero totale di famiglie beneficiarie dell’aiuto alimentare dovrebbe perciò essere di 1.700/1.800 famiglie.

 

Descrizione delle attività

Le famiglie sfollate della regione ricevono già degli aiuti da parte del Programma Alimentare Mondiale (PAM). L’obiettivo è perciò di fornire loro dei viveri complementari a quelli del paniere alimentare del PAM, (in genere farinacei) che però sono insufficienti per un nutrimento equilibrato, soprattutto per i bambini.

Il paniere alimentare distribuito da Caritas Siria contiene:

  • Burro
  • Marmellata
  • Zucchero
  • Grano macinato
  • Formaggio
  • Tonno
  • Carne, in casi particolari

 

Aiuto all’alloggio

20 famiglie al mese.

100 famiglie in totale.

L’obiettivo è quello di accompagnare le famiglie fino a quando queste trovano una soluzione perenne. Di conseguenza, tenendo conto di un tasso di rinnovamento in media di 7 famiglie al mese, si arriva a un totale di 100 famiglie aiutate. Bisogna notare che queste famiglie non saranno necessariamente scelte tra quelle che ricevono già un aiuto alimentare.

 

Aiuto sanitario

Per 200 persone.

50 pazienti ricevono un aiuto per un intervento. 150 pazienti ricevono un aiuto per pagare la cura di una malattia cronica, per un anno. Bisogna notare che la somma indicata nel budget è una media sapendo che le somme attribuite a ogni paziente saranno in funzione della gravità della malattia e della vulnerabilità di ogni paziente.

 

Metodologia

Verrà costituita un’equipe regionale di Caritas Siria.

L’equipe di Caritas Siria per la regione di Homs sarà così composta:

  • Un coordinatore per assicurare la messa in atto del progetto e la stesura dei rapporti;
  • 2 o 3 assistenti sociali che appoggiano le equipe di religiosi e volontari quando ricevono i beneficiari, effettuano le visite a domicilio, si occupano dell’acquisizione dei dati dei beneficiari come anche la messa in atto del progetto;
  • Un addetto alla reception per accogliere le persone, raccogliere e classificare i dati delle attività e dei beneficiari e di supportare gli assistenti sociali.

 

L’equipe regionale si metterà in collegamento con il comitato delle Chiese Cattoliche incaricato di coordinare le attività della diverse Chiese e dei centri attivi nella regione in modo da canalizzare le molteplici richieste di assistenza e portare una risposta rapida e selezionata.

 

Verranno stabiliti degli accordi di collaborazione tra Caritas Siria e i fornitori come anche con i supermercati locali della regione. Gli assistenti sociali, posizionati in tre parti della città, assicureranno il raccordo con l’equipe del comitato e saranno in grado di raggiungere i fornitori o i supermercati locali per acquistare i viveri richiesti.

 

Le collocazioni dei luoghi di accoglienza e di distribuzione sono stati selezionati secondo due criteri:

  • Che siano vicini alla linea del fronte, con l’obiettivo di raggiungere i più vulnerabili.
  • Che nello stesso tempo siano a una distanza ragionevole dai combattimenti affinché gli sfollati si sentano sicuri quando si avvicinano ai centri di distribuzione.

 

Di conseguenza sono suscettibili di cambiare, da un mese all’altro, secondo le condizioni di sicurezza.

 

Follow-up e valutazione

Gli operatori sociali di Caritas Siria, con il sostegno delle equipe di volontari, effettueranno  la valutazione dei bisogni delle famiglie interessate, a partire dalle liste dei beneficiari, al fine di determinare l’aiuto più appropriato e, di conseguenza, adattare il progetto.

 

Giustificazione del costo

Il paniere alimentare distribuito da Caritas Siria: costo unitario medio di 30 $.

Costo per 600 famiglie/mese per 12 mesi, 216.000 $, equivalenti a 161.430 Euro.  Gli altri elementi di spesa, specificati nel budget (alloggi, sanità, spese di struttura, portano al totale di 199.107 Euro.

Rendicontazione

Dopo 6 mesi dall’inizio del progetto (cioè a marzo 2014) si produrrà un rendiconto intermediario dell’avanzamento del progetto e delle spese effettuate. Il rendiconto finale verrà preparato fra ottobre e novembre 2014.

 

Grazie per la sensibilità e la generosità  che insieme sapremo manifestare nella speranza che il Natale allarghi il senso di fraternità e  di solidarietà.

Il Direttore Caritas

d. Vito Piccinonna

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