Sintesi sull’attività annuale del Dormitorio “Don Vito Diana” – 2017

Dati e grafici sull’attività annuale 2017 del Dormitorio "Don Vito Diana"

La Caritas Diocesana di Bari Bitonto si è dotata di un metodo di raccolta e analisi sistematica delle informazioni riguardanti tutte le persone che frequentano il Dormitorio Don Vito Diana da ormai più di quattro anni. In particolare, attraverso un ascolto personalizzato, è possibile analizzare i dati relativi al profilo anagrafico delle persone ascoltate, i loro bisogni, le richieste e gli interventi registrati dai volontari che operano presso il dormitorio durante le ore di accoglienze della segreteria.

La prima osservazione di carattere generale riguarda il numero di persone, 204 uomini, che hanno potuto soggiornare nel dormitorio. Rispetto allo scorso anno si registra un calo del numero di accoglienze dovuto alla chiusura dal mese di settembre 2017 per consentire il trasferimento della sede in via Curzio dei Mille 74 a Bari.

Gli ospiti provengano da diverse parti del mondo e sono in questo modo rappresentati: il 28% proviene dall’Africa occidentale, l’8,8% dall’Africa Orientale, il 4,4% dal Nord Africa e solo lo 0,5% dall’Africa centrale; il 17,2% proviene dall’Asia del Sud e il 13% dall’Asia Occidentale; il 23% proviene da uno stato membro della UE con un 2,5% proveniente dall’Europa centro orientale; solo l’1% proviene da Stati Nord e Sud America. Le nazioni maggiormente rappresentate nel campione degli ospiti, è così caratterizzata: l’Italia con il 17,6%, a seguire l’Iraq con il 11,2% e l’Afghanistan con il 9,8%, troviamo poi Gambia 7,3% Somalia 6,8% Senegal 6,3% e Pakistan 6,3%.

In questo ultimo anno, è possibile osservare una presenza del 62,7% di ospiti rientranti nella fascia di età compresa tra i 18 ed i 34 anni (Età media di tutti gli ospiti: 35 anni, in particolare l’età media degli ospiti italiani è 52 anni). Questo dato ben si raccorda con le analisi condotte da Caritas Italiana e la fondazione Migrantes, sui tanti giovani e giovanissimi stranieri che arrivano in Italia, che alle difficoltà di inserimento e socializzazione uniscono una scarsa o minima conoscenza della lingua italiana (circa l’80% del nostro campione) anche dopo lunghi periodi di permanenza in Italia. Gli ospiti hanno dichiarato di possedere per il 32,4% la Licenza media inferiore, il 24% la Licenza media superiore e ed il 17,2% la licenza elementare. Riscontriamo un 23,6% di soggetti che si dichiarano di non essere in possesso di alcun titolo di studio e 2.9% di uomini laureati (in particolare gli italiani dichiarano di possedere i seguenti titoli di studio: Nessun titolo 5,6%; Licenza elementare 25,0%, Licenza media inferiore 36,1%, Licenza media superiore 30.6%, Laurea 2,8%)

Il 90% degli ospiti dichiara di essere senza fissa dimora con una piccola percentuale di loro che dichiara di aver soggiornato presso domicili di fortuna (6,9%) o per brevi periodi presso casa di amici o familiari (2,9%). Emerge il dato circa la disoccupazione: circa il 90 % degli ospiti dichiara di essere disoccupato.
Su 126 cittadini non residenti nella Comunità Europea il 66% dichiara di possedere il permesso di soggiorno mentre il 33% dichiara di esserne in attesa. Le principali cause di rilascio del permesso di soggiorno sono: la protezione sussidiaria (45,2%), la richiesta asilo politico (21,4%), l’Asilo politico (17.5%) e altri motivi Umanitari (7,1%). Risultano invece poche le richieste di asilo per motivi lavorativi (4,8%).

I cinque principali Bisogni emersi durante l’ascolto personalizzato di tutti gli ospiti del dormitorio in questo ultimo anno sono così sintetizzati: Problematiche abitative 96,6%, Problemi Occupazionali 87,4%, Povertà /problemi economici 84,3%, Bisogni in migrazione/immigrazione 52,9% e Problemi familiari 35,8%. Le percentuali sono calcolate sul totale delle persone incontrate.

Si osserva negli anni un notevole aumento dei servizi forniti presso il Dormitorio don Vito Diana: il consolidamento del servizio di lavanderia (2400 capi) ha visto raddoppiate il numero di prestazioni effettuate nel corso dell’ultimo anno. Si è osservato un aumento del 64% nell’utilizzo delle docce (numero di erogazioni pari a 2333) rispetto allo stesso periodo di osservazione del 2016. I partecipanti al corso di lingua italiana sono aumentati del 10% con 70 frequentanti. Infine, la fornitura di beni di prima necessità per la cura e l’igiene della persona registra una costante crescita nel tempo.
Alla luce di questo lavoro di osservazione e analisi possiamo si possono proporre alcuni non esaustivi spunti di animazione e discernimento pastorale:

  • Programmare interventi per supportare la “transizione” da Dormitorio a luogo di Accoglienza.
  • Qualificare gli interventi di bassa soglia e le azioni di accompagnamento consulenziale (inclusione sociale -Sia-Red, linguistico, sanitario e di orientamento al lavoro).
  • Lavorare in rete con le istituzioni (regione –comune) per la sperimentazione di interventi di housing sociale al fine di promuovere un «welfare abitativo»
  • Progettare azioni diocesane, di informazione e formazione utilizzando il centro di accoglienza don Vito Diana come luogo di «convivialità delle differenze».

 
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