L’azzardo: un fenomeno sommerso confermato dai dati 

Ci sono fragilità che fanno fatica a emergere. Il gioco d’azzardo è una di queste: nascosto, vissuto nel silenzio e accompagnato da vergogna e isolamento. Anche nella comunità diocesana, non emergono quasi mai richieste esplicite di aiuto legate al gioco, eppure dietro alle storie personali e familiari il fenomeno è presente. A confermarlo sono anche i dati, se pensiamo che solo nella città di Bari si è giocato oltre 1 miliardo di euro nel 2025. 

Il fenomeno dell’azzardo ha assunto negli ultimi anni una dimensione preoccupante e l’Italia è uno tra i paesi primi al mondo per volumi di gioco. Lo scorso dicembre, parlando ai rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci), e citando l’ultimo rapporto di Caritas Italiana su povertà ed esclusione sociale, Papa Leone XIV ha richiamato l’attenzione sulla “piaga” dell’azzardo, riconosciuta come “un grave problema educativo, di salute mentale e di fiducia sociale che rovina molte famiglie”.  Un fenomeno che alimenta le mafie e mina il tessuto sociale, economico e sanitario. Secondo il dossier di Libera Azzardomafie, il gioco d’azzardo è uno dei settori più remunerativi per le mafie e, solo in Puglia, risultano 22 clan censiti nelle attività dell’azzardo. 

L’azzardo non è un gioco. Il gioco vero è relazione, libertà, gratuità. L’azzardo è altro: è un sistema che si fonda sul caso, sul guadagno, sull’illusione del controllo e sulla dimensione della solitudine. L’azzardo impoverisce, illude con la prospettiva di facili guadagni e conduce, spesso, alla rovina personale e familiare. L’azzardo è una tassa sulla povertà: costa di più a chi ha meno, non solo perché perde più euro, ma perché quegli euro valgono di più nel bilancio familiare. Dove il reddito medio dei contribuenti è più basso, la perdita al gioco è più alta. 

La pratica dell’azzardo continua a crescere ma muta nel tempo. Non esiste più solo l’azzardo “fisico”, quello nei bar, nelle sale o nei luoghi dedicati, ma cresce sempre di più la componente online. Oltre il 60% avviene telematicamente.  Il modo in cui le persone entrano in contatto con l’azzardo è molto più semplice: non c’è più bisogno di uscire di casa, ma basta avere un telefono.  Il digitale tende ad amplificare le disuguaglianze e a rendere il fenomeno meno visibile, ma non meno presente.  

Oggi l’azzardo non si affida più soltanto al caso. Tecnologie digitali, neuroscienze e marketing sono utilizzati per trattenere il giocatore, incentivarne la continuità e favorire dinamiche di dipendenza. Di fronte a un fenomeno così evoluto, prevenzione e contrasto richiedono responsabilità condivisa, educazione e consapevolezza culturale. Proprio per rispondere alla complessità di questa sfida, consideriamo fondamentale la convergenza strategica sancita dal Protocollo d’Intesa con il Comune e la ASL di Bari: un’alleanza che rende concreta la sinergia tra istituzioni. 

Prossime iniziative: TENDA DEL  BUON GIOCO azione nazionale condivisa dalla rete delle Caritas di Vince chi smette e si svolgerà il prossimo 31 maggio. L’obiettivo è promuovere momenti di sensibilizzazione e incontro nei territori, capaci di diffondere una cultura del gioco sano e responsabile e di aumentare l’attenzione sui rischi legati all’azzardo, anche nelle sue forme più diffuse e normalizzate. A breve il programma .

Fonte dati ADM per conto di Caritas Italiana

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