Aggiornamento Ucraina nota n.3

04.03.2022 Ore 9.30

Carissimi,

anche la nostra Caritas diocesana, in collegamento con le altre Caritas della Puglia, intende seguire in maniera coordinata e corresponsabile le indicazioni che stanno pervenendo da Caritas Italiana in maniera precisa e puntuale.

Da questo stile non si vuol prescindere anche dinanzi a tante manifestazioni di generosità che però hanno bisogno di diventare risposta coordinata e ben finalizzata, senza dispersioni.

Dagli incontri di ieri, a cui la Caritas ha partecipato è emerso quanto segue:

durante il webinar organizzato da Caritas Italiana a cui hanno partecipato le Caritas diocesane, abbiamo ascoltato dai responsabili di Caritas Ucraina, di Caritas Europa e Caritas Internazionale le azioni di accompagnamento diretto che stanno mettendo in atto e le pesanti difficoltà che stanno incontrando.

Attualmente sono tanti i fragili e i vulnerabili che si stanno riversando al confine dell’Ucraina dirigendosi soprattutto verso la Polonia, la Moldavia e l’Ungheria.

Direttamente da loro ci è stato sconsigliato di procedere con le raccolte di beni materiali (vestiario e alimenti) per diversi motivi:

  • perché i costi per far arrivare in loco i beni sono maggiori dei beni raccolti;
  • perché non abbiamo magazzini nei quali verificare e stoccare i beni da inviare;
  • perché inviare scatoloni di beni che non riusciamo a verificare può essere pericoloso;
  • perché è difficile localizzare punti di raccolta in loco vista la situazione di estrema incertezza;
  • perché per quanto riguarda i medicinali non può essere garantito il ciclo del freddo e rischiano di essere compromessi.

Ci è stato consigliato, invece, di finanziare le azioni che si stanno mettendo in atto lì come Caritas, sia da parte di Caritas Ucraina che da quella polacca, ungherese, moldava, ecc.

Tra l’altro, è anche un modo per sostenere tante attività commerciali in loco duramente colpite da questa tragedia.

Tra le varie azioni messe in campo, accanto a quella assistenziale, c’è anche necessità del supporto psicologico e spirituale che le Caritas locali stanno mettendo in atto soprattutto verso categorie più fragili: minori (orfani soprattutto) e anziani.

Le previsioni annunciano fino a quattro milioni di profughi.

Ad oggi, si è superato il milione!

A quanti di noi hanno collegamenti e conoscenze personali nelle zone interessate viene chiesto di favorire il collegamento con le Caritas locali di quei territori.

Ribadisco che è fondamentale il coordinamento perché non manchi il necessario a nessuno.

Caritas italiana sollecita, ancora una volta, le Caritas diocesane a mappare eventuali disponibilità di accoglienza e a mantenere collegamento con Prefetture e Asl.

Dalle 12.30 alle 14 di ieri, invece, siamo stati convocati in Prefettura insieme ai direttori delle Caritas diocesane di Altamura, Conversano e Molfetta.

Al tavolo erano presenti oltre al Prefetto, anche il Questore, il Dirigente del settore Immigrazione, il Sindaco di Bari, i rappresentanti del Comune di Bari, i rappresentanti della Regione Puglia, il Direttore dell’ASL BA, il responsabile della Protezione civile e della Croce Rossa.

Da più parti, ancora una volta è emersa la necessità di incoraggiare la raccolta fondi e di sconsigliare altri tipi di raccolte.

Inoltre, le Istituzioni stanno lavorando per ampliare il circuito delle strutture di accoglienze temporanee, atteso che è molto probabile che già a breve diversi profughi giungeranno nelle nostre località.

Dal tavolo in Prefettura, inoltre, è emerso che diversi potranno essere dei ricongiungimenti famigliari, mentre per gli affidi dei Minori stranieri non accompagnati la competenza sarà dei Comuni in accordo col Tribunale dei minori.

Il progetto del comune di Bari “famiglia senza confini” resta un riferimento importante per quanti vogliono candidarsi ad accompagnare i minori.

L’Asl si renderà, da subito, disponibile per le vaccinazioni e l’iter sanitario. 

AL MOMENTO, dunque, la Caritas diocesana sta seguendo con attenzione quanto sta interessando i nostri fratelli e sorelle ucraini anche attraverso i canali regionali, nazionali e internazionali e conferma il proprio impegno a collaborare coralmente al fine di mettere in atto azioni coordinate.

Data l’evoluzione degli eventi, sollecitati anche dall’Arcivescovo, vi invito, pertanto, a mappare e comunicare al più presto le disponibilità di accoglienza da parte di parrocchie, istituti religiosi e privati che saranno utilizzate non appena sarà esaurita la capienza dei numeri previsti nei CAS e SAI.

Vi chiedo di inviare, tempestivamente, la propria disponibilità a direttore@caritasbaribitonto.it segnalando le generalità del referente, il luogo che si vuole mettere a disposizione e le modalità legate strettamente alla gestione dell’accoglienza.

Come meglio specificato in precedenza, sono escluse al momento altre raccolte che non siano raccolta fondi. La nostra diocesi invita a contribuire sul Fondo di solidarietà:

Banca MPS – IT88J0103004000000005700049 – Causale: “pro-ucraini”.

Vi chiedo, inoltre, di comunicare e segnalare eventuali presenze di profughi ucraini sul nostro territorio al fine di poter fornire loro tutta l’assistenza necessaria.

Da ultimo, ma non per ultimo, invito ciascuno di noi a chiedere nella preghiera al buon Dio il dono della pace ed essere vicini agli ucraini che si trovano sui nostri territori.

Impegniamoci a vivere già ora percorsi di accompagnamento e di vicinanza con questi nostri fratelli e sorelle e con quanti giungeranno a breve sul nostro territorio.

Come avrete notato, la situazione è in continua e rapida evoluzione per cui anche le necessità e priorità potranno subire evoluzione.

È per questo che ci terremo aggiornati soprattutto tramite il sito della Caritas diocesana di Bari-Bitonto https://www.caritasbaribitonto.it/public/home/.

Anche a nome dell’equipe diocesana vi saluto cordialmente, ringraziando sin d’ora i tanti che fattivamente hanno dato la loro disponibilità nei modi indicati. Grazie!

Web developer Giovanni Caputo