Prendi il largo e calate le reti per la pesca (Lc. 5,4)

La Caritas diocesana, raccogliendo i sentimenti di gratitudine di tutti gli operatori e volontari che, nelle parrocchie come anche nelle realtà diocesane, vivono il servizio di carità a fianco dei fratelli e sorelle più fragili, e in comunione con tutti i presbiteri e diaconi, con i religiosi, con gli altri uffici di curia, con affetto, saluta mons. Francesco Cacucci e dà il benvenuto a mons. Giuseppe Satriano, nuovo Arcivescovo della Chiesa di Bari Bitonto.

Nel progetto pastorale mistagogico proposto da mons. Cacucci la carità è un perno essenziale della vita comunitaria diocesana e parrocchiale non meno che la Liturgia e la Catechesi. Una dimensione sempre presente, sempre messa in evidenza e raccomandata, lontano da modalità vistose ma capace di scavare nel profondo e di porre gesti significativi. Una dimensione, quella della carità, che realizza quanto celebrato e annunciato e connotata da una forte valenza pedagogica: essere carità anzitutto e non solo fare la carità è stato il leit motiv di mons. Cacucci, ispirato dalla convinzione di Paolo VI circa la dimensione pedagogica-educativa.

Come non gioire per la concreta vicinanza dimostrata nel grande mosaico della carità dove le singole tessere sono le parrocchie con i loro pastori, primo presidio dell’attenzione ai poveri, le diverse esperienze di realtà di accompagnamento per le persone che si trovano in difficoltà, dall’accoglienza delle persone senza dimora presso il primo dormitorio “don Vito Diana”, inaugurato all’indomani del Congresso eucaristico, alle tante e diversificate attività in favore di soggetti svantaggiati, dalle varie fondazioni che promuovono progetti sociosanitari, socioeducativi e socioculturali, l’impegno contro l’usura, alle diverse mense come alle numerose occasioni di formazione organizzate attraverso percorsi formativi.
Reti, come quelle dei pescatori di Galilea, che si riempiono, tuttavia, solo se insieme ci si affida alla Grazia del Figlio di Dio.
Come équipe Caritas, non possiamo dimenticare quanta fiducia e sostegno ci è stata riservata. Siamo stati amorevolmente affiancati, incoraggiati nella fatica, stimolati a continuare il nostro lavoro, anche nei momenti più faticosi.
Ci permettiamo nel nostro grazie anche di inserire il grazie per il lavoro compiuto da quanti ci hanno preceduto negli anni di episcopato dell’Arcivescovo Francesco, ringraziando il buon Dio per la dedizione generosa di don Dorino Angelillo con don Mimmo Lieggi, di don Antonio Ruccia, di suor Mariarosaria Imperatore

Quanto realizzato, quanto nei progetti per il futuro, il frutto di questo fecondo ministero, consegniamo ora al nostro nuovo pastore, al quale diamo il benvenuto e la nostra piena disponibilità e docilità ad accogliere prospettive e passi da compiere, non facendo mancare il supporto della preghiera. Le sfide erano già tante ma di certo questa emergenza pandemica provoca ascolto-sguardo-operatività a 360 gradi. Ci accompagna la consapevolezza di un cammino ecclesiale, vissuto insieme, seguendo le orme di nostro fratello Gesù Cristo che vive e regna già ora nei più piccoli e fragili verso cui le nostre comunità sono chiamate a farsi solidali e inclusive sempre di più.
Siamo certi che, confidando nella Sua Grazia, e affidandoci all’intercessione dei nostri santi Nicola e Sabino e di tanti santi della nostra terra che hanno servito e amato Dio nei più poveri, non dimenticando mons. Giovanni Buono, don Vito Diana e don Cosimo Stellacci, continueremo a gettare le reti dalla parte giusta, quella del Vangelo, costruendo percorsi di accoglienza e di riconoscimento della dignità dei poveri, sforzandoci di essere una sola famiglia, che non lascia indietro nessuno, capace di cantare la Sua Misericordia in eterno.

don Vito, Michela e Vito
con l’equipe diocesana

Web developer Giovanni Caputo