IV Giornata Mondiale dei Poveri – 15 novembre 2020

In preparazione alla Giornata Mondiale del Povero (15 novembre 2020)

LA CARITA’ NON SI FERMI

La lV Giornata Mondiale del Povero del prossimo 15 novembre, fortemente voluta dal Santo Padre Francesco, sollecita le comunità cristiane e non solo a non abbassare la guardia nella custodia dei fratelli, specie più fragili e vulnerabili. Sebbene la Chiesa non ha soluzioni complessive da proporre ma offre la sua testimonianza e gesti di condivisione, essa sente il dovere di presentare le istanze di quanti non hanno il necessario per vivere. “Ricordare a tutti-continua papa Francesco-il grande valore del bene comune è per il popolo cristiano un impegno di vita, che si attua nel tentativo di non dimenticare nessuno di coloro la cui umanità è violata nei bisogni fondamentali”. Sono tante le mani (e le menti) che si sono tese verso le numerose forme di povertà specie in questo tempo di emergenza: come non pensare ai tanti operatori della sanità che continuano a restare sul fronte e a cui vien chiesto un supplemento di umanità e coraggio non indifferente; come pure non vogliamo dimenticare gli assistenti sociali, gli educatori, gli psicologi, gli operatori di comunità e di servizi particolarmente dedicati a fasce fragili, sia minori che anziani. Non possiamo rimanere complici di atteggiamenti di indifferenza e di cinismo.

Nella nostra diocesi di Bari-Bitonto tanto hanno fatto e continuano a fare le comunità parrocchiali con i loro sacerdoti e i centri di ascolto, condividendo ciascuna secondo le sue possibilità; pensiamo all’accoglienza delle persone senza dimora come anche alle 13  mense del coordinamento Caritas che dispensano settimanalmente ben 2500 pasti. A fronte delle 15 mila persone in qualche modo supportate dalle 126 comunità parrocchiali della diocesi, già la prima ondata ha fatto registrare nei mesi marzo-aprile un aumento di 8700 persone che per la prima volta si sono rivolte ai centri di ascolto. Non siamo rimasti e non resteremo a guardare! Non potremo non continuare ad essere “di parte”, dalla parte dei più dimenticati e soli.

Chiediamo ai cittadini di continuare a mettersi a disposizione. Per la Giornata Mondiale del povero il prossimo 15 novembre non si potrà fare tantissimo ma anzitutto invitiamo i cittadini a portare alla parrocchia più vicina beni alimentari, come anche sono necessari beni scolastici a sostegno dei ragazzi più in difficoltà.

Alle Istituzioni, a qualsiasi livello, chiediamo di non dimenticare, mentre si combatte la crisi sanitaria dovuta al Covid 19, l’enorme crisi sociale che già esisteva e che ora il virus amplifica. Malati psichiatrici, alcolisti, donne vittime di tratta, ingressi nelle comunità terapeutiche continuano ad essere fatti che accadono, questi disagi non possono diventare invisibili. Sia favorita una concreta presa in carico anche per quelle persone che da sole sono incapaci di fronteggiare le emergenze. Un caro pensiero alle persone detenute nell’Istituto Fornelli e nella Casa Circondariale di Bari, come anche alle loro famiglie e agli operatori.

Un pensiero affettuoso va a tutti i lavoratori, ancora di più a quelli che un lavoro non ce l’hanno. Le misure imposte, che destano tanti interrogativi relativamente alla capacità di tirare avanti, possano servire per un bene più grande, la salute di tutti e di ciascuno, che da soli non siamo capaci di fronteggiare. Ma deploriamo nella maniera più convinta ogni forma di violenza, come quelle viste in tante piazze d’Italia. La violenza apporterebbe ulteriori danni in questo momento.

Agli insegnanti un grazie per il lavoro che stanno facendo e un appello ad una ulteriore generosità: le Istituzioni non riescono a seguire i minori in difficoltà, siate sentinelle per tutte quelle famiglie che in questo momento non riescono a garantire il diritto all’istruzione dei propri figli. La “buona vita”, i cittadini tutti a cui è chiesto un supplemento di solidarietà in questo momento, possa arrivare prima della “mala vita” ad impedire che persone e nuclei famigliari incapaci di affrontare la quotidianità si rivolgano magari agli usurai. Sarebbe la fine.

Alle famiglie esprimiamo tutta la nostra vicinanza e l’invito a non disperare come pure a saper chiedere aiuto senza vergogna. C’è una cultura del buon vicinato che possiamo continuare a tutelare e a favorire. Conosciamo tutti situazioni più difficoltose. Non lasciamo nessuno solo. Anche essere vicini con i beni primari è una essenziale forma di vicinanza. Non restiamo a guardare. Diventiamo noi stessi mani tese.

Per sostenere anche economicamente la Caritas diocesana:

IBAN   IT40Z0311104007000000007986 
CCP 0000119387986 
Intestato a: Arcidiocesi Bari-Bitonto/Caritas diocesana
Causale: Emergenza Covid 2

BARI, 28 ottobre 2020

LA DIREZIONE

Per info: Vito Mariella +393930274629

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