{"id":6168,"date":"2021-06-15T08:07:29","date_gmt":"2021-06-15T06:07:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.caritasbaribitonto.it\/public\/home\/?p=6168"},"modified":"2021-06-15T08:19:49","modified_gmt":"2021-06-15T06:19:49","slug":"messaggio-di-papa-francesco-v-giornata-mondiale-dei-poveri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.caritasbaribitonto.it\/public\/home\/2021\/06\/messaggio-di-papa-francesco-v-giornata-mondiale-dei-poveri\/","title":{"rendered":"MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO: V GIORNATA MONDIALE DEI POVERI"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"811\" src=\"https:\/\/www.caritasbaribitonto.it\/public\/home\/img\/uploads\/2021\/06\/Screenshot_2021-06-14-21-14-34-804_com.twitter.android-1024x811.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6169\" srcset=\"https:\/\/www.caritasbaribitonto.it\/public\/home\/img\/uploads\/2021\/06\/Screenshot_2021-06-14-21-14-34-804_com.twitter.android-1024x811.jpg 1024w, https:\/\/www.caritasbaribitonto.it\/public\/home\/img\/uploads\/2021\/06\/Screenshot_2021-06-14-21-14-34-804_com.twitter.android-300x238.jpg 300w, https:\/\/www.caritasbaribitonto.it\/public\/home\/img\/uploads\/2021\/06\/Screenshot_2021-06-14-21-14-34-804_com.twitter.android-768x608.jpg 768w, https:\/\/www.caritasbaribitonto.it\/public\/home\/img\/uploads\/2021\/06\/Screenshot_2021-06-14-21-14-34-804_com.twitter.android.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\u00abI poveri li avete sempre con voi\u00bb (Mc 14,7)<\/h4>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>\u00abI poveri li avete sempre con voi\u00bb (Mc 14,7). Ges\u00f9 pronunci\u00f2 queste parole nel contesto di un pranzo, a Betania, nella casa di un certo Simone detto \u201cil lebbroso\u201d, alcuni giorni prima della Pasqua. Come racconta l\u2019evangelista, una donna era entrata con un vaso di alabastro pieno di profumo molto prezioso e l\u2019aveva versato sul capo di Ges\u00f9. Quel gesto suscit\u00f2 grande stupore e diede adito a due diverse interpretazioni.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>La prima \u00e8 l\u2019indignazione di alcuni tra i presenti, compresi i discepoli, i quali considerando il valore del profumo \u2013 circa 300 denari, equivalente al salario annuo di un lavoratore \u2013 pensano che sarebbe stato meglio venderlo e dare il ricavato ai poveri. Secondo il Vangelo di Giovanni, \u00e8 Giuda che si fa interprete di questa posizione: \u00abPerch\u00e9 non si \u00e8 venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?\u00bb. E l\u2019evangelista annota: \u00abDisse questo non perch\u00e9 gli importasse dei poveri, ma perch\u00e9 era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro\u00bb (12,5-6). Non \u00e8 un caso che questa dura critica venga dalla bocca del traditore: \u00e8 la prova che quanti non riconoscono i poveri tradiscono l\u2019insegnamento di Ges\u00f9 e non possono essere suoi discepoli. Ricordiamo, in proposito, le parole forti di Origene: \u00abGiuda sembrava preoccuparsi dei poveri [\u2026]. Se adesso c\u2019\u00e8 ancora qualcuno che ha la borsa della Chiesa e parla a favore dei poveri come Giuda, ma poi si prende quello che mettono dentro, abbia allora la sua parte insieme a Giuda\u00bb (Commento al vangelo di Matteo, 11, 9).<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda interpretazione \u00e8 data da Ges\u00f9 stesso e permette di cogliere il senso profondo del gesto compiuto dalla donna. Egli dice: \u00abLasciatela stare; perch\u00e9 la infastidite? Ha compiuto un\u2019azione buona verso di me\u00bb (Mc 14,6). Ges\u00f9 sa che la sua morte \u00e8 vicina e vede in quel gesto l\u2019anticipo dell\u2019unzione del suo corpo senza vita prima di essere posto nel sepolcro. Questa visione va al di l\u00e0 di ogni aspettativa dei commensali. Ges\u00f9 ricorda loro che il primo povero \u00e8 Lui, il pi\u00f9 povero tra i poveri perch\u00e9 li rappresenta tutti. Ed \u00e8 anche a nome dei poveri, delle persone sole, emarginate e discriminate che il Figlio di Dio accetta il gesto di quella donna. Ella, con la sua sensibilit\u00e0 femminile, mostra di essere l\u2019unica a comprendere lo stato d\u2019animo del Signore. Questa donna anonima, destinata forse per questo a rappresentare l\u2019intero universo femminile che nel corso dei secoli non avr\u00e0 voce e subir\u00e0 violenze, inaugura la significativa presenza di donne che prendono parte al momento culminante della vita di Cristo: la sua crocifissione, morte e sepoltura e la sua apparizione da Risorto. Le donne, cos\u00ec spesso discriminate e tenute lontano dai posti di responsabilit\u00e0, nelle pagine dei Vangeli sono invece protagoniste nella storia della rivelazione. Ed \u00e8 eloquente l\u2019espressione conclusiva di Ges\u00f9, che associa questa donna alla grande missione evangelizzatrice: \u00abIn verit\u00e0 io vi dico: dovunque sar\u00e0 proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dir\u00e0 anche quello che ha fatto\u00bb (Mc 14,9).<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"2\"><li>Questa forte \u201cempatia\u201d tra Ges\u00f9 e la donna, e il modo in cui Egli interpreta la sua unzione, in contrasto con la visione scandalizzata di Giuda e di altri, aprono una strada feconda di riflessione sul legame inscindibile che c\u2019\u00e8 tra Ges\u00f9, i poveri e l\u2019annuncio del Vangelo.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Il volto di Dio che Egli rivela, infatti, \u00e8 quello di un Padre per i poveri e vicino ai poveri. Tutta l\u2019opera di Ges\u00f9 afferma che la povert\u00e0 non \u00e8 frutto di fatalit\u00e0, ma segno concreto della sua presenza in mezzo a noi. Non lo troviamo quando e dove vogliamo, ma lo riconosciamo nella vita dei poveri, nella loro sofferenza e indigenza, nelle condizioni a volte disumane in cui sono costretti a vivere. Non mi stanco di ripetere che i poveri sono veri evangelizzatori perch\u00e9 sono stati i primi ad essere evangelizzati e chiamati a condividere la beatitudine del Signore e il suo Regno (cfr Mt 5,3).<\/p>\n\n\n\n<p>I poveri di ogni condizione e ogni latitudine ci evangelizzano, perch\u00e9 permettono di riscoprire in modo sempre nuovo i tratti pi\u00f9 genuini del volto del Padre. \u00abEssi hanno molto da insegnarci. Oltre a partecipare del sensus fidei, con le proprie sofferenze conoscono il Cristo sofferente. \u00c8 necessario che tutti ci lasciamo evangelizzare da loro. La nuova evangelizzazione \u00e8 un invito a riconoscere la forza salvifica delle loro esistenze e a porle al centro del cammino della Chiesa. Siamo chiamati a scoprire Cristo in loro, a prestare ad essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche ad essere loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro. Il nostro impegno non consiste esclusivamente in azioni o in programmi di promozione e assistenza; quello che lo Spirito mette in moto non \u00e8 un eccesso di attivismo, ma prima di tutto un\u2019attenzione rivolta all\u2019altro considerandolo come un\u2019unica cosa con s\u00e9 stesso. Questa attenzione d\u2019amore \u00e8 l\u2019inizio di una vera preoccupazione per la sua persona e a partire da essa desidero cercare effettivamente il suo bene\u00bb (Esort. ap. Evangelii gaudium, 198-199).<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"3\"><li>Ges\u00f9 non solo sta dalla parte dei poveri, ma condivide con loro la stessa sorte. Questo \u00e8 un forte insegnamento anche per i suoi discepoli di ogni tempo. Le sue parole \u201ci poveri li avete sempre con voi\u201d stanno a indicare anche questo: la loro presenza in mezzo a noi \u00e8 costante, ma non deve indurre a un\u2019abitudine che diventa indifferenza, bens\u00ec coinvolgere in una condivisione di vita che non ammette deleghe. I poveri non sono persone \u201cesterne\u201d alla comunit\u00e0, ma fratelli e sorelle con cui condividere la sofferenza, per alleviare il loro disagio e l\u2019emarginazione, perch\u00e9 venga loro restituita la dignit\u00e0 perduta e assicurata l\u2019inclusione sociale necessaria. D\u2019altronde, si sa che un gesto di beneficenza presuppone un benefattore e un beneficato, mentre la condivisione genera fratellanza. L\u2019elemosina, \u00e8 occasionale; la condivisione invece \u00e8 duratura. La prima rischia di gratificare chi la compie e di umiliare chi la riceve; la seconda rafforza la solidariet\u00e0 e pone le premesse necessarie per raggiungere la giustizia. Insomma, i credenti, quando vogliono vedere di persona Ges\u00f9 e toccarlo con mano, sanno dove rivolgersi: i poveri sono sacramento di Cristo, rappresentano la sua persona e rinviano a Lui.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Abbiamo tanti esempi di santi e sante che hanno fatto della condivisione con i poveri il loro progetto di vita. Penso, tra gli altri, a Padre Damiano de Veuster, santo apostolo dei lebbrosi. Con grande generosit\u00e0 rispose alla chiamata di recarsi nell\u2019isola di Molokai, diventata un ghetto accessibile solo ai lebbrosi, per vivere e morire con loro. Si rimbocc\u00f2 le maniche e fece di tutto per rendere la vita di quei poveri malati ed emarginati, ridotti in estremo degrado, degna di essere vissuta. Si fece medico e infermiere, incurante dei rischi che correva e in quella \u201ccolonia di morte\u201d, come veniva chiamata l\u2019isola, port\u00f2 la luce dell\u2019amore. La lebbra colp\u00ec anche lui, segno di una condivisione totale con i fratelli e le sorelle per i quali aveva donato la vita. La sua testimonianza \u00e8 molto attuale ai nostri giorni, segnati dalla pandemia di coronavirus: la grazia di Dio \u00e8 certamente all\u2019opera nei cuori di tanti che, senza apparire, si spendono per i pi\u00f9 poveri in una concreta condivisione.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"4\"><li>Abbiamo bisogno, dunque, di aderire con piena convinzione all\u2019invito del Signore: \u00abConvertitevi e credete nel Vangelo\u00bb (Mc 1,15). Questa conversione consiste in primo luogo nell\u2019aprire il nostro cuore a riconoscere le molteplici espressioni di povert\u00e0 e nel manifestare il Regno di Dio mediante uno stile di vita coerente con la fede che professiamo. Spesso i poveri sono considerati come persone separate, come una categoria che richiede un particolare servizio caritativo. Seguire Ges\u00f9 comporta, in proposito, un cambiamento di mentalit\u00e0, cio\u00e8 di accogliere la sfida della condivisione e della partecipazione. Diventare suoi discepoli implica la scelta di non accumulare tesori sulla terra, che danno l\u2019illusione di una sicurezza in realt\u00e0 fragile ed effimera. Al contrario, richiede la disponibilit\u00e0 a liberarsi da ogni vincolo che impedisce di raggiungere la vera felicit\u00e0 e beatitudine, per riconoscere ci\u00f2 che \u00e8 duraturo e non pu\u00f2 essere distrutto da niente e nessuno (cfr Mt 6,19-20).<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>L\u2019insegnamento di Ges\u00f9 anche in questo caso va controcorrente, perch\u00e9 promette ci\u00f2 che solo gli occhi della fede possono vedere e sperimentare con assoluta certezza: \u00abChiunque avr\u00e0 lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, ricever\u00e0 cento volte tanto e avr\u00e0 in eredit\u00e0 la vita eterna\u00bb (Mt 19,29). Se non si sceglie di diventare poveri di ricchezze effimere, di potere mondano e di vanagloria, non si sar\u00e0 mai in grado di donare la vita per amore; si vivr\u00e0 un\u2019esistenza frammentaria, piena di buoni propositi ma inefficace per trasformare il mondo. Si tratta, pertanto, di aprirsi decisamente alla grazia di Cristo, che pu\u00f2 renderci testimoni della sua carit\u00e0 senza limiti e restituire credibilit\u00e0 alla nostra presenza nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"5\"><li>Il Vangelo di Cristo spinge ad avere un\u2019attenzione del tutto particolare nei confronti dei poveri e chiede di riconoscere le molteplici, troppe forme di disordine morale e sociale che generano sempre nuove forme di povert\u00e0. Sembra farsi strada la concezione secondo la quale i poveri non solo sono responsabili della loro condizione, ma costituiscono un peso intollerabile per un sistema economico che pone al centro l\u2019interesse di alcune categorie privilegiate. Un mercato che ignora o seleziona i principi etici crea condizioni disumane che si abbattono su persone che vivono gi\u00e0 in condizioni precarie. Si assiste cos\u00ec alla creazione di sempre nuove trappole dell\u2019indigenza e dell\u2019esclusione, prodotte da attori economici e finanziari senza scrupoli, privi di senso umanitario e responsabilit\u00e0 sociale.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Lo scorso anno, inoltre, si \u00e8 aggiunta un\u2019altra piaga che ha moltiplicato ulteriormente i poveri: la pandemia. Essa continua a bussare alle porte di milioni di persone e, quando non porta con s\u00e9 la sofferenza e la morte, \u00e8 comunque foriera di povert\u00e0. I poveri sono aumentati a dismisura e, purtroppo, lo saranno ancora nei prossimi mesi. Alcuni Paesi stanno subendo per la pandemia gravissime conseguenze, cos\u00ec che le persone pi\u00f9 vulnerabili si trovano prive dei beni di prima necessit\u00e0. Le lunghe file davanti alle mense per i poveri sono il segno tangibile di questo peggioramento. Uno sguardo attento richiede che si trovino le soluzioni pi\u00f9 idonee per combattere il virus a livello mondiale, senza mirare a interessi di parte. In particolare, \u00e8 urgente dare risposte concrete a quanti patiscono la disoccupazione, che colpisce in maniera drammatica tanti padri di famiglia, donne e giovani. La solidariet\u00e0 sociale e la generosit\u00e0 di cui molti, grazie a Dio, sono capaci, unite a progetti lungimiranti di promozione umana, stanno dando e daranno un contributo molto importante in questo frangente.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"6\"><li>Rimane comunque aperto l\u2019interrogativo per nulla ovvio: come \u00e8 possibile dare una risposta tangibile ai milioni di poveri che spesso trovano come riscontro solo l\u2019indifferenza quando non il fastidio? Quale via della giustizia \u00e8 necessario percorrere perch\u00e9 le disuguaglianze sociali possano essere superate e sia restituita la dignit\u00e0 umana cos\u00ec spesso calpestata? Uno stile di vita individualistico \u00e8 complice nel generare povert\u00e0, e spesso scarica sui poveri tutta la responsabilit\u00e0 della loro condizione. Ma la povert\u00e0 non \u00e8 frutto del destino, \u00e8 conseguenza dell\u2019egoismo. Pertanto, \u00e8 decisivo dare vita a processi di sviluppo in cui si valorizzano le capacit\u00e0 di tutti, perch\u00e9 la complementarit\u00e0 delle competenze e la diversit\u00e0 dei ruoli porti a una risorsa comune di partecipazione. Ci sono molte povert\u00e0 dei \u201cricchi\u201d che potrebbero essere curate dalla ricchezza dei \u201cpoveri\u201d, se solo si incontrassero e conoscessero! Nessuno \u00e8 cos\u00ec povero da non poter donare qualcosa di s\u00e9 nella reciprocit\u00e0. I poveri non possono essere solo coloro che ricevono; devono essere messi nella condizione di poter dare, perch\u00e9 sanno bene come corrispondere. Quanti esempi di condivisione sono sotto i nostri occhi! I poveri ci insegnano spesso la solidariet\u00e0 e la condivisione. \u00c8 vero, sono persone a cui manca qualcosa, spesso manca loro molto e perfino il necessario, ma non mancano di tutto, perch\u00e9 conservano la dignit\u00e0 di figli di Dio che niente e nessuno pu\u00f2 loro togliere.<\/li><li>Per questo si impone un differente approccio alla povert\u00e0. \u00c8 una sfida che i Governi e le Istituzioni mondiali hanno bisogno di recepire con un lungimirante modello sociale, capace di andare incontro alle nuove forme di povert\u00e0 che investono il mondo e che segneranno in maniera decisiva i prossimi decenni. Se i poveri sono messi ai margini, come se fossero i colpevoli della loro condizione, allora il concetto stesso di democrazia \u00e8 messo in crisi e ogni politica sociale diventa fallimentare. Con grande umilt\u00e0 dovremmo confessare che dinanzi ai poveri siamo spesso degli incompetenti. Si parla di loro in astratto, ci si ferma alle statistiche e si pensa di commuovere con qualche documentario. La povert\u00e0, al contrario, dovrebbe provocare ad una progettualit\u00e0 creativa, che consenta di accrescere la libert\u00e0 effettiva di poter realizzare l\u2019esistenza con le capacit\u00e0 proprie di ogni persona. \u00c8 un\u2019illusione da cui stare lontani quella di pensare che la libert\u00e0 sia consentita e accresciuta per il possesso di denaro. Servire con efficacia i poveri provoca all\u2019azione e permette di trovare le forme pi\u00f9 adeguate per risollevare e promuovere questa parte di umanit\u00e0 troppe volte anonima e afona, ma con impresso in s\u00e9 il volto del Salvatore che chiede aiuto.<\/li><li>\u00abI poveri li avete sempre con voi\u00bb (Mc 14,7). \u00c8 un invito a non perdere mai di vista l\u2019opportunit\u00e0 che viene offerta per fare del bene. Sullo sfondo si pu\u00f2 intravedere l\u2019antico comando biblico: \u00abSe vi sar\u00e0 in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso [\u2026], non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso, ma gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessit\u00e0 in cui si trova. [\u2026] Dagli generosamente e, mentre gli doni, il tuo cuore non si rattristi. Proprio per questo, infatti, il Signore, tuo Dio, ti benedir\u00e0 in ogni lavoro e in ogni cosa a cui avrai messo mano.Poich\u00e9 i bisognosi non mancheranno mai nella terra\u00bb (Dt 15,7-8.10-11). Sulla stessa lunghezza d\u2019onda si pone l\u2019apostolo Paolo quando esorta i cristiani delle sue comunit\u00e0 a soccorrere i poveri della prima comunit\u00e0 di Gerusalemme e a farlo \u00abnon con tristezza n\u00e9 per forza, perch\u00e9 Dio ama chi dona con gioia\u00bb (2 Cor 9,7). Non si tratta di alleggerire la nostra coscienza facendo qualche elemosina, ma piuttosto di contrastare la cultura dell\u2019indifferenza e dell\u2019ingiustizia con cui ci si pone nei confronti dei poveri.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>In questo contesto fa bene ricordare anche le parole di San Giovanni Crisostomo: \u00abChi \u00e8 generoso non deve chiedere conto della condotta, ma solamente migliorare la condizione di povert\u00e0 e appagare il bisogno. Il povero ha una sola difesa: la sua povert\u00e0 e la condizione di bisogno in cui si trova. Non chiedergli altro; ma fosse pure l\u2019uomo pi\u00f9 malvagio al mondo, qualora manchi del nutrimento necessario, liberiamolo dalla fame. [\u2026] L\u2019uomo misericordioso \u00e8 un porto per chi \u00e8 nel bisogno: il porto accoglie e libera dal pericolo tutti i naufraghi; siano essi malfattori, buoni o siano come siano quelli che si trovano in pericolo, il porto li mette al riparo all\u2019interno della sua insenatura. Anche tu, dunque, quando vedi in terra un uomo che ha sofferto il naufragio della povert\u00e0, non giudicare, non chiedere conto della sua condotta, ma liberalo dalla sventura\u00bb (Discorsi sul povero Lazzaro, II, 5).<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"9\"><li>\u00c8 decisivo che si accresca la sensibilit\u00e0 per capire le esigenze dei poveri, sempre in mutamento come lo sono le condizioni di vita. Oggi, infatti, nelle aree del mondo economicamente pi\u00f9 sviluppate si \u00e8 meno disposti che in passato a confrontarsi con la povert\u00e0. Lo stato di relativo benessere a cui ci si \u00e8 abituati rende pi\u00f9 difficile accettare sacrifici e privazioni. Si \u00e8 pronti a tutto pur di non essere privati di quanto \u00e8 stato frutto di facile conquista. Si cade cos\u00ec in forme di rancore, di nervosismo spasmodico, di rivendicazioni che portano alla paura, all\u2019angoscia e in alcuni casi alla violenza. Non \u00e8 questo il criterio su cui costruire il futuro; eppure, anche queste sono forme di povert\u00e0 da cui non si pu\u00f2 distogliere lo sguardo. Dobbiamo essere aperti a leggere i segni dei tempi che esprimono nuove modalit\u00e0 con cui essere evangelizzatori nel mondo contemporaneo. L\u2019assistenza immediata per andare incontro ai bisogni dei poveri non deve impedire di essere lungimiranti per attuare nuovi segni dell\u2019amore e della carit\u00e0 cristiana, come risposta alle nuove povert\u00e0 che l\u2019umanit\u00e0 di oggi sperimenta.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Mi auguro che la Giornata Mondiale dei Poveri, giunta ormai alla sua quinta celebrazione, possa radicarsi sempre pi\u00f9 nelle nostre Chiese locali e aprirsi a un movimento di evangelizzazione che incontri in prima istanza i poveri l\u00e0 dove si trovano. Non possiamo attendere che bussino alla nostra porta, \u00e8 urgente che li raggiungiamo nelle loro case, negli ospedali e nelle residenze di assistenza, per le strade e negli angoli bui dove a volte si nascondono, nei centri di rifugio e di accoglienza\u2026 \u00c8 importante capire come si sentono, cosa provano e quali desideri hanno nel cuore. Facciamo nostre le parole accorate di Don Primo Mazzolari: \u00abVorrei pregarvi di non chiedermi se ci sono dei poveri, chi sono e quanti sono, perch\u00e9 temo che simili domande rappresentino una distrazione o il pretesto per scantonare da una precisa indicazione della coscienza e del cuore. [\u2026] Io non li ho mai contati i poveri, perch\u00e9 non si possono contare: i poveri si abbracciano, non si contano\u00bb(\u201cAdesso\u201d n. 7 \u2013 15 aprile 1949). I poveri sono in mezzo noi. Come sarebbe evangelico se potessimo dire con tutta verit\u00e0: anche noi siamo poveri, perch\u00e9 solo cos\u00ec riusciremmo a riconoscerli realmente e farli diventare parte della nostra vita e strumento di salvezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Roma, San Giovanni in Laterano, 13 giugno 2021,<br>Memoria di Sant\u2019Antonio di Padova<\/p>\n\n\n\n<p>FRANCESCO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abI poveri li avete sempre con voi\u00bb (Mc 14,7) \u00abI poveri li avete sempre con voi\u00bb (Mc 14,7). 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