{"id":2160,"date":"2011-12-19T19:27:40","date_gmt":"2011-12-19T18:27:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.caritasbaribitonto.it\/public\/home\/?p=2160"},"modified":"2011-12-19T19:29:59","modified_gmt":"2011-12-19T18:29:59","slug":"messaggio-di-benedetto-xvi-per-la-45a-giornata-mondiale-1-gennaio-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.caritasbaribitonto.it\/public\/home\/2011\/12\/messaggio-di-benedetto-xvi-per-la-45a-giornata-mondiale-1-gennaio-2012\/","title":{"rendered":"Messaggio di Benedetto XVI per la 45\u00aa Giornata mondiale &#8211; 1\u00b0 gennaio 2012"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2162 alignnone\" title=\"uducare-giovani-giustizia-pace\" src=\"http:\/\/www.caritasbaribitonto.it\/public\/home\/img\/uploads\/2011\/12\/uducare-giovani-giustizia-pace-150x147.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"147\" \/>EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE<\/strong><\/p>\n<p>1. L&#8217;inizio di un nuovo Anno, dono di Dio all&#8217;umanit\u00e0, mi invita a rivolgere a tutti, con grande fiducia e affetto, uno speciale augurio per questo tempo che ci sta dinanzi, perch\u00e9 sia concretamente segnato dalla giustizia e dalla pace.<!--more--><\/p>\n<p>Con quale atteggiamento guardare al nuovo anno? Nel Salmo 130 troviamo una bellissima immagine. Il Salmista dice che l&#8217;uomo di fede attende il Signore \u00abpi\u00f9 che le sentinelle l&#8217;aurora\u00bb (v. 6), lo attende con ferma speranza, perch\u00e9 sa che porter\u00e0 luce, misericordia, salvezza. Tale attesa nasce dall&#8217;esperienza del popolo eletto, il quale riconosce di essere educato da Dio a guardare il mondo nella sua verit\u00e0 e a non lasciarsi abbattere dalle tribolazioni. Vi invito a guardare il 2012 con questo atteggiamento fiducioso. \u00c8 vero che nell&#8217;anno che termina \u00e8 cresciuto il senso di frustrazione per la crisi che sta assillando la societ\u00e0, il mondo del lavoro e l&#8217;economia; una crisi le cui radici sono anzitutto culturali e antropologiche. Sembra quasi che una coltre di oscurit\u00e0 sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza la luce del giorno.<\/p>\n<p>In questa oscurit\u00e0 il cuore dell&#8217;uomo non cessa tuttavia di attendere l&#8217;aurora di cui parla il Salmista. Tale attesa \u00e8 particolarmente viva e visibile nei giovani, ed \u00e8 per questo che il mio pensiero si rivolge a loro considerando il contributo che possono e debbono offrire alla societ\u00e0. Vorrei dunque presentare il Messaggio per la XLV Giornata Mondiale della Pace in una prospettiva educativa: \u00abEducare i giovani alla giustizia e alla pace\u00bb, nella convinzione che essi, con il loro entusiasmo e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza al mondo.<\/p>\n<p>Il mio Messaggio si rivolge anche ai genitori, alle famiglie, a tutte le componenti educative, formative, come pure ai responsabili nei vari ambiti della vita religiosa, sociale, politica, economica, culturale e della comunicazione. Essere attenti al mondo giovanile, saperlo ascoltare e valorizzare, non \u00e8 solamente un&#8217;opportunit\u00e0, ma un dovere primario di tutta la societ\u00e0, per la costruzione di un futuro di giustizia e di pace.<\/p>\n<p>Si tratta di comunicare ai giovani l&#8217;apprezzamento per il valore positivo della vita, suscitando in essi il desiderio di spenderla al servizio del Bene. \u00c8 un compito, questo, in cui tutti siamo impegnati in prima persona.<\/p>\n<p>Le preoccupazioni manifestate da molti giovani in questi ultimi tempi, in varie Regioni del mondo, esprimono il desiderio di poter guardare con speranza fondata verso il futuro. Nel momento presente sono molti gli aspetti che essi vivono con apprensione: il desiderio di ricevere una formazione che li prepari in modo pi\u00f9 profondo ad affrontare la realt\u00e0, la difficolt\u00e0 a formare una famiglia e a trovare un posto stabile di lavoro, l&#8217;effettiva capacit\u00e0 di contribuire al mondo della politica, della cultura e dell&#8217;economia per la costruzione di una societ\u00e0 dal volto pi\u00f9 umano e solidale.<\/p>\n<p>\u00c8 importante che questi fermenti e la spinta ideale che contengono trovino la dovuta attenzione in tutte le componenti della societ\u00e0. La Chiesa guarda ai giovani con speranza, ha fiducia in loro e li incoraggia a ricercare la verit\u00e0, a difendere il bene comune, ad avere prospettive aperte sul mondo e occhi capaci di vedere \u00abcose nuove\u00bb (Is 42,9; 48,6)!<\/p>\n<p>I responsabili dell&#8217;educazione<\/p>\n<p>2. L&#8217;educazione \u00e8 l&#8217;avventura pi\u00f9 affascinante e difficile della vita. Educare \u2013 dal latino educere \u2013 significa condurre fuori da se stessi per introdurre alla realt\u00e0, verso una pienezza che fa crescere la persona. Tale processo si nutre dell&#8217;incontro di due libert\u00e0, quella dell&#8217;adulto e quella del giovane. Esso richiede la responsabilit\u00e0 del discepolo, che deve essere aperto a lasciarsi guidare alla conoscenza della realt\u00e0, e quella dell&#8217;educatore, che deve essere disposto a donare se stesso. Per questo sono pi\u00f9 che mai necessari autentici testimoni, e non meri dispensatori di regole e di informazioni; testimoni che sappiano vedere pi\u00f9 lontano degli altri, perch\u00e9 la loro vita abbraccia spazi pi\u00f9 ampi. Il testimone \u00e8 colui che vive per primo il cammino che propone.<\/p>\n<p>Quali sono i luoghi dove matura una vera educazione alla pace e alla giustizia? Anzitutto la famiglia, poich\u00e9 i genitori sono i primi educatori. La famiglia \u00e8 cellula originaria della societ\u00e0. \u00ab\u00c8 nella famiglia che i figli apprendono i valori umani e cristiani che consentono una convivenza costruttiva e pacifica. \u00c8 nella famiglia che essi imparano la solidariet\u00e0 fra le generazioni, il rispetto delle regole, il perdono e l&#8217;accoglienza dell&#8217;altro\u00bb.1 Essa \u00e8 la prima scuola dove si viene educati alla giustizia e alla pace.<\/p>\n<p>Viviamo in un mondo in cui la famiglia, e anche la vita stessa, sono costantemente minacciate e, non di rado, frammentate. Condizioni di lavoro spesso poco armonizzabili con le responsabilit\u00e0 familiari, preoccupazioni per il futuro, ritmi di vita frenetici, migrazioni in cerca di un adeguato sostentamento, se non della semplice sopravvivenza, finiscono per rendere difficile la possibilit\u00e0 di assicurare ai figli uno dei beni pi\u00f9 preziosi: la presenza dei genitori; presenza che permetta una sempre pi\u00f9 profonda condivisione del cammino, per poter trasmettere quell&#8217;esperienza e quelle certezze acquisite con gli anni, che solo con il tempo trascorso insieme si possono comunicare. Ai genitori desidero dire di non perdersi d&#8217;animo! Con l&#8217;esempio della loro vita esortino i figli a porre la speranza anzitutto in Dio, da cui solo sorgono giustizia e pace autentiche.<\/p>\n<p>Vorrei rivolgermi anche ai responsabili delle istituzioni che hanno compiti educativi: veglino con grande senso di responsabilit\u00e0 affinch\u00e9 la dignit\u00e0 di ogni persona sia rispettata e valorizzata in ogni circostanza. Abbiano cura che ogni giovane possa scoprire la propria vocazione, accompagnandolo nel far fruttificare i doni che il Signore gli ha accordato. Assicurino alle famiglie che i loro figli possano avere un cammino formativo non in contrasto con la loro coscienza e i loro principi religiosi.<\/p>\n<p>Ogni ambiente educativo possa essere luogo di apertura al trascendente e agli altri; luogo di dialogo, di coesione e di ascolto, in cui il giovane si senta valorizzato nelle proprie potenzialit\u00e0 e ricchezze interiori, e impari ad apprezzare i fratelli. Possa insegnare a gustare la gioia che scaturisce dal vivere giorno per giorno la carit\u00e0 e la compassione verso il prossimo e dal partecipare attivamente alla costruzione di una societ\u00e0 pi\u00f9 umana e fraterna.<\/p>\n<p>Mi rivolgo poi ai responsabili politici, chiedendo loro di aiutare concretamente le famiglie e le istituzioni educative ad esercitare il loro diritto-dovere di educare. Non deve mai mancare un adeguato supporto alla maternit\u00e0 e alla paternit\u00e0. Facciano in modo che a nessuno sia negato l&#8217;accesso all&#8217;istruzione e che le famiglie possano scegliere liberamente le strutture educative ritenute pi\u00f9 idonee per il bene dei propri figli. Si impegnino a favorire il ricongiungimento di quelle famiglie che sono divise dalla necessit\u00e0 di trovare mezzi di sussistenza. Offrano ai giovani un&#8217;immagine limpida della politica, come vero servizio per il bene di tutti.<\/p>\n<p>Non posso, inoltre, non appellarmi al mondo dei media affinch\u00e9 dia il suo contributo educativo. Nell&#8217;odierna societ\u00e0, i mezzi di comunicazione di massa hanno un ruolo particolare: non solo informano, ma anche formano lo spirito dei loro destinatari e quindi possono dare un apporto notevole all&#8217;educazione dei giovani. \u00c8 importante tenere presente che il legame tra educazione e comunicazione \u00e8 strettissimo: l&#8217;educazione avviene infatti per mezzo della comunicazione, che influisce, positivamente o negativamente, sulla formazione della persona.<\/p>\n<p>Anche i giovani devono avere il coraggio di vivere prima di tutto essi stessi ci\u00f2 che chiedono a coloro che li circondano. \u00c8 una grande responsabilit\u00e0 quella che li riguarda: abbiano la forza di fare un uso buono e consapevole della libert\u00e0. Anch&#8217;essi sono responsabili della propria educazione e formazione alla giustizia e alla pace!<\/p>\n<p>Educare alla verit\u00e0 e alla libert\u00e0<\/p>\n<p>3. Sant&#8217;Agostino si domandava: \u00abQuid enim fortius desiderat anima quam veritatem? \u2013 Che cosa desidera l&#8217;uomo pi\u00f9 fortemente della verit\u00e0?\u00bb.2 Il volto umano di una societ\u00e0 dipende molto dal contributo dell&#8217;educazione a mantenere viva tale insopprimibile domanda. L&#8217;educazione, infatti, riguarda la formazione integrale della persona, inclusa la dimensione morale e spirituale dell&#8217;essere, in vista del suo fine ultimo e del bene della societ\u00e0 di cui \u00e8 membro. Perci\u00f2, per educare alla verit\u00e0 occorre innanzitutto sapere chi \u00e8 la persona umana, conoscerne la natura. Contemplando la realt\u00e0 che lo circonda, il Salmista riflette: \u00abQuando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cosa \u00e8 mai l&#8217;uomo perch\u00e9 di lui ti ricordi, il figlio dell&#8217;uomo, perch\u00e9 te ne curi?\u00bb (Sal 8,4-5). \u00c8 questa la domanda fondamentale da porsi: chi \u00e8 l&#8217;uomo? L&#8217;uomo \u00e8 un essere che porta nel cuore una sete di infinito, una sete di verit\u00e0 \u2013 non parziale, ma capace di spiegare il senso della vita \u2013 perch\u00e9 \u00e8 stato creato a immagine e somiglianza di Dio. Riconoscere allora con gratitudine la vita come dono inestimabile, conduce a scoprire la propria dignit\u00e0 profonda e l&#8217;inviolabilit\u00e0 di ogni persona. Perci\u00f2, la prima educazione consiste nell&#8217;imparare a riconoscere nell&#8217;uomo l&#8217;immagine del Creatore e, di conseguenza, ad avere un profondo rispetto per ogni essere umano e aiutare gli altri a realizzare una vita conforme a questa altissima dignit\u00e0. Non bisogna dimenticare mai che \u00abl&#8217;autentico sviluppo dell&#8217;uomo riguarda unitariamente la totalit\u00e0 della persona in ogni sua dimensione\u00bb,3 inclusa quella trascendente, e che non si pu\u00f2 sacrificare la persona per raggiungere un bene particolare, sia esso economico o sociale, individuale o collettivo.<\/p>\n<p>Solo nella relazione con Dio l&#8217;uomo comprende anche il significato della propria libert\u00e0. Ed \u00e8 compito dell&#8217;educazione quello di formare all&#8217;autentica libert\u00e0. Questa non \u00e8 l&#8217;assenza di vincoli o il dominio del libero arbitrio, non \u00e8 l&#8217;assolutismo dell&#8217;io. L&#8217;uomo che crede di essere assoluto, di non dipendere da niente e da nessuno, di poter fare tutto ci\u00f2 che vuole, finisce per contraddire la verit\u00e0 del proprio essere e per perdere la sua libert\u00e0. L&#8217;uomo, invece, \u00e8 un essere relazionale, che vive in rapporto con gli altri e, soprattutto, con Dio. L&#8217;autentica libert\u00e0 non pu\u00f2 mai essere raggiunta nell&#8217;allontanamento da Lui.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 \u00e8 un valore prezioso, ma delicato; pu\u00f2 essere fraintesa e usata male. \u00abOggi un ostacolo particolarmente insidioso all&#8217;opera educativa \u00e8 costituito dalla massiccia presenza, nella nostra societ\u00e0 e cultura, di quel relativismo che, non riconoscendo nulla come definitivo, lascia come ultima misura solo il proprio io con le sue voglie, e sotto l&#8217;apparenza della libert\u00e0 diventa per ciascuno una prigione, perch\u00e9 separa l&#8217;uno dall&#8217;altro, riducendo ciascuno a ritrovarsi chiuso dentro il proprio &#8220;io&#8221;. Dentro ad un tale orizzonte relativistico non \u00e8 possibile, quindi, una vera educazione: senza la luce della verit\u00e0 prima o poi ogni persona \u00e8 infatti condannata a dubitare della bont\u00e0 della stessa vita e dei rapporti che la costituiscono, della validit\u00e0 del suo impegno per costruire con gli altri qualcosa in comune\u00bb.4<\/p>\n<p>Per esercitare la sua libert\u00e0, l&#8217;uomo deve dunque superare l&#8217;orizzonte relativistico e conoscere la verit\u00e0 su se stesso e la verit\u00e0 circa il bene e il male. Nell&#8217;intimo della coscienza l&#8217;uomo scopre una legge che non \u00e8 lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce lo chiama ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, ad assumere la responsabilit\u00e0 del bene compiuto e del male commesso.5 Per questo, l&#8217;esercizio della libert\u00e0 \u00e8 intimamente connesso alla legge morale naturale, che ha carattere universale, esprime la dignit\u00e0 di ogni persona, pone la base dei suoi diritti e doveri fondamentali, e dunque, in ultima analisi, della convivenza giusta e pacifica fra le persone.<\/p>\n<p>Il retto uso della libert\u00e0 \u00e8 dunque centrale nella promozione della giustizia e della pace, che richiedono il rispetto per se stessi e per l&#8217;altro, anche se lontano dal proprio modo di essere e di vivere. Da tale atteggiamento scaturiscono gli elementi senza i quali pace e giustizia rimangono parole prive di contenuto: la fiducia reciproca, la capacit\u00e0 di tessere un dialogo costruttivo, la possibilit\u00e0 del perdono, che tante volte si vorrebbe ottenere ma che si fa fatica a concedere, la carit\u00e0 reciproca, la compassione nei confronti dei pi\u00f9 deboli, come pure la disponibilit\u00e0 al sacrificio.<\/p>\n<p>Educare alla giustizia<\/p>\n<p>4. Nel nostro mondo, in cui il valore della persona, della sua dignit\u00e0 e dei suoi diritti, al di l\u00e0 delle proclamazioni di intenti, \u00e8 seriamente minacciato dalla diffusa tendenza a ricorrere esclusivamente ai criteri dell&#8217;utilit\u00e0, del profitto e dell&#8217;avere, \u00e8 importante non separare il concetto di giustizia dalle sue radici trascendenti. La giustizia, infatti, non \u00e8 una semplice convenzione umana, poich\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 giusto non \u00e8 originariamente determinato dalla legge positiva, ma dall&#8217;identit\u00e0 profonda dell&#8217;essere umano. \u00c8 la visione integrale dell&#8217;uomo che permette di non cadere in una concezione contrattualistica della giustizia e di aprire anche per essa l&#8217;orizzonte della solidariet\u00e0 e dell&#8217;amore.6<\/p>\n<p>Non possiamo ignorare che certe correnti della cultura moderna, sostenute da principi economici razionalistici e individualisti, hanno alienato il concetto di giustizia dalle sue radici trascendenti, separandolo dalla carit\u00e0 e dalla solidariet\u00e0: \u00abLa &#8220;citt\u00e0 dell&#8217;uomo&#8221; non \u00e8 promossa solo da rapporti di diritti e di doveri, ma ancor pi\u00f9 e ancor prima da relazioni di gratuit\u00e0, di misericordia e di comunione. La carit\u00e0 manifesta sempre anche nelle relazioni umane l&#8217;amore di Dio, essa d\u00e0 valore teologale e salvifico a ogni impegno di giustizia nel mondo\u00bb.7<\/p>\n<p>\u00abBeati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perch\u00e9 saranno saziati\u00bb (Mt 5,6). Saranno saziati perch\u00e9 hanno fame e sete di relazioni rette con Dio, con se stessi, con i loro fratelli e sorelle, e con l&#8217;intero creato.<\/p>\n<p>Educare alla pace<\/p>\n<p>5. \u00abLa pace non \u00e8 la semplice assenza di guerra e non pu\u00f2 ridursi ad assicurare l&#8217;equilibrio delle forze contrastanti. La pace non si pu\u00f2 ottenere sulla terra senza la tutela dei beni delle persone, la libera comunicazione tra gli esseri umani, il rispetto della dignit\u00e0 delle persone e dei popoli, l&#8217;assidua pratica della fratellanza\u00bb.8 La pace \u00e8 frutto della giustizia ed effetto della carit\u00e0. La pace \u00e8 anzitutto dono di Dio. Noi cristiani crediamo che Cristo \u00e8 la nostra vera pace: in Lui, nella sua Croce, Dio ha riconciliato a S\u00e9 il mondo e ha distrutto le barriere che ci separavano gli uni dagli altri (cfr Ef 2,14-18); in Lui c&#8217;\u00e8 un&#8217;unica famiglia riconciliata nell&#8217;amore.<\/p>\n<p>Ma la pace non \u00e8 soltanto dono da ricevere, bens\u00ec anche opera da costruire. Per essere veramente operatori di pace, dobbiamo educarci alla compassione, alla solidariet\u00e0, alla collaborazione, alla fraternit\u00e0, essere attivi all&#8217;interno della comunit\u00e0 e vigili nel destare le coscienze sulle questioni nazionali ed internazionali e sull&#8217;importanza di ricercare adeguate modalit\u00e0 di ridistribuzione della ricchezza, di promozione della crescita, di cooperazione allo sviluppo e di risoluzione dei conflitti. \u00abBeati gli operatori di pace, perch\u00e9 saranno chiamati figli di Dio\u00bb, dice Ges\u00f9 nel discorso della montagna (Mt 5,9).<\/p>\n<p>La pace per tutti nasce dalla giustizia di ciascuno e nessuno pu\u00f2 eludere questo impegno essenziale di promuovere la giustizia, secondo le proprie competenze e responsabilit\u00e0. Invito in particolare i giovani, che hanno sempre viva la tensione verso gli ideali, ad avere la pazienza e la tenacia di ricercare la giustizia e la pace, di coltivare il gusto per ci\u00f2 che \u00e8 giusto e vero, anche quando ci\u00f2 pu\u00f2 comportare sacrificio e andare controcorrente.<\/p>\n<p>Alzare gli occhi a Dio<\/p>\n<p>Di fronte alla difficile sfida di percorrere le vie della giustizia e della pace possiamo essere tentati di chiederci, come il Salmista: \u00abAlzo gli occhi verso i monti: da dove mi verr\u00e0 l&#8217;aiuto?\u00bb (Sal 121,1).<\/p>\n<p>A tutti, in particolare ai giovani, voglio dire con forza: \u00abNon sono le ideologie che salvano il mondo, ma soltanto il volgersi al Dio vivente, che \u00e8 il nostro creatore, il garante della nostra libert\u00e0, il garante di ci\u00f2 che \u00e8 veramente buono e vero&#8230; il volgersi senza riserve a Dio che \u00e8 la misura di ci\u00f2 che \u00e8 giusto e allo stesso tempo \u00e8 l&#8217;amore eterno. E che cosa mai potrebbe salvarci se non l&#8217;amore?\u00bb.9 L&#8217;amore si compiace della verit\u00e0, \u00e8 la forza che rende capaci di impegnarsi per la verit\u00e0, per la giustizia, per la pace, perch\u00e9 tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta (cfr 1 Cor 13,1-13).<\/p>\n<p>Cari giovani, voi siete un dono prezioso per la societ\u00e0. Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficolt\u00e0 e non abbandonatevi a false soluzioni, che spesso si presentano come la via pi\u00f9 facile per superare i problemi. Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere le vie che richiedono fedelt\u00e0 e costanza, umilt\u00e0 e dedizione. Vivete con fiducia la vostra giovinezza e quei profondi desideri che provate di felicit\u00e0, di verit\u00e0, di bellezza e di amore vero! Vivete intensamente questa stagione della vita cos\u00ec ricca e piena di entusiasmo.<\/p>\n<p>Siate coscienti di essere voi stessi di esempio e di stimolo per gli adulti, e lo sarete quanto pi\u00f9 vi sforzate di superare le ingiustizie e la corruzione, quanto pi\u00f9 desiderate un futuro migliore e vi impegnate a costruirlo. Siate consapevoli delle vostre potenzialit\u00e0 e non chiudetevi mai in voi stessi, ma sappiate lavorare per un futuro pi\u00f9 luminoso per tutti. Non siete mai soli. La Chiesa ha fiducia in voi, vi segue, vi incoraggia e desidera offrirvi quanto ha di pi\u00f9 prezioso: la possibilit\u00e0 di alzare gli occhi a Dio, di incontrare Ges\u00f9 Cristo, Colui che \u00e8 la giustizia e la pace.<\/p>\n<p>A voi tutti, uomini e donne che avete a cuore la causa della pace! La pace non \u00e8 un bene gi\u00e0 raggiunto, ma una meta a cui tutti e ciascuno dobbiamo aspirare. Guardiamo con maggiore speranza al futuro, incoraggiamoci a vicenda nel nostro cammino, lavoriamo per dare al nostro mondo un volto pi\u00f9 umano e fraterno, e sentiamoci uniti nella responsabilit\u00e0 verso le giovani generazioni presenti e future, in particolare nell&#8217;educarle ad essere pacifiche e artefici di pace. \u00c8 sulla base di tale consapevolezza che vi invio queste riflessioni e vi rivolgo il mio appello: uniamo le nostre forze, spirituali, morali e materiali, per \u00abeducare i giovani alla giustizia e alla pace\u00bb.<\/p>\n<p>Dal Vaticano, 8 Dicembre 2011<\/p>\n<p>BENEDICTUS PP XVI<\/p>\n<p>Note<br \/>\n1. BENEDETTO XVI, Discorso agli Amministratori della Regione Lazio, del Comune e della Provincia di Roma (14 gennaio 2011): L&#8217;Osservatore Romano,15 gennaio 2011, p. 7.<br \/>\n2. Commento al Vangelo di S. Giovanni, 26,5.<br \/>\n3. BENEDETTO XVI, Lett. enc. Caritas in veritate (29 giugno 2009), 11: AAS 101 (2009), 648; cfr PAOLO VI, Lett. enc. Populorum progressio (26 marzo 1967), 14: AAS 59 (1967), 264.<br \/>\n4. BENEDETTO XVI, Discorso in occasione dell&#8217;apertura del Convegno ecclesiale diocesano nella Basilica di san Giovanni in Laterano (6 giugno 2005): AAS 97 (2005), 816.<br \/>\n5. Cfr CONC. ECUM. VAT. II, Cost. Gaudium et spes, 16.<br \/>\n6. Cfr BENEDETTO XVI, Discorso al Bundestag (Berlino, 22 settembre 2011): L&#8217;Osservatore Romano, 24 settembre 2011, p. 6-7.<br \/>\n7. ID., Lett. enc. Caritas in veritate (29 giugno 2009), 6: AAS 101 (2009), 644-645.<br \/>\n8. Catechismo della Chiesa Cattolica, 2304.<br \/>\n9. BENEDETTO XVI, Veglia con i Giovani (Colonia, 20 agosto 2005): AAS 97 (2005), 885-886.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE 1. 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